Grandinate in Trentino un trend in aumento. Le normali reti antigrandine sembrano non bastare più

 

Grandinate in Trentino un trend in aumento. Le normali reti antigrandine sembrano non bastare più

Da qualche anno il clima è diventato un fattore instabile che rende difficile effettuare delle previsioni a lungo o medio termine. Le famigerate “Bombe d’acqua” e “Bombe di Grandine” sono fenomeni che si formano in brevissimo tempo, in zone spesso limitate, e vengono scatenate da fattori atmosferici e territoriali molto circoscritti.

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Solo nel 2020 questi fenomeni catastrofici sono aumentati del 31% con ben 71 nubifragi che hanno falcidiato l’intera penisola, causando gravi danni a tutto il territorio in particolare al settore agricolo.

Ci troviamo di fronte a quello che sembra essere un cambiamento climatico con tendenze molto simili ai climi tropicali, dove si verificano rapidi passaggi dal sole al maltempo, precipitazioni brevi ma intensissime, tempeste violente e sfasamenti stagionali, con un impatto sulle coltivazioni che è costato 14 miliardi in 10 anni.

Ma a flagellare continuamente le campagne, soprattutto in Trentino, ci pensa la grandine che si stima abbia colpito tre il 60% e il 70% del territorio nel 2020 causando ingenti danni alle coltivazioni.

 

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Le peggiori grandinate del 2020 in Trentino

Ricordiamo la furiosa grandinata del 16 settembre 2020 che ha compromesso l’80% del raccolto di mele a Caldes, danneggiando in parte anche le piante con la probabilità di compromettere in negativo le produzioni degli anni futuri.

Pioggia, grandine e vento hanno spazzato in pochi minuti tutta la bassa Val di Sole con strade imbiancate come fosse neve.
Altri 350 ettari di vigne e frutteti sono stati danneggiati da una tempesta estiva di fortissima intensità la sera del 28 agosto nei comuni di Ravina, Romagnano, Aldeno e Cimone, dove un’abbondante pioggia ha inizialmente impregnato il terreno che non ha potuto trattenere le piante sradicate da un fortissimo vento.

Anche in questo caso le previsioni meteo avevano previsto l’evento, ma non ci si aspettava un’intensità così alta e violenta da provocare danni per oltre sette milioni di euro.

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La grandine non è l’unico pericolo

Gli ultimi anni hanno fatto registrare un incremento esponenziale degli eventi grandinigeni, tanto in frequenza che in intensità, infatti come ha dichiarato Coldiretti: “nel 2020 c’è stato un aumento del 127% di grandinate con danni ai raccolti per milioni” e “a giugno ce ne sono state ben 25, ovvero, più del doppio dello stesso periodo dello scorso anno”.

Fino a qualche anno fa una valida rete antigrandine era sufficiente, nella maggior parte dei casi, a salvare la vigna o il meleto ma oggi la grande quantità di grandine, che spesso cade in pochi minuti, forma un tale accumulo sulle reti da causarne il danneggiamento, ma non solo, spesso la grandine è preceduta da una pioggia abbondante e da vere e proprie bufere di vento di un’intensità mai vista nei nostri territori.

Gli investimenti su sistemi antigrandine di ultima generazione, in grado di arginare questa emergenza, aumentano ogni anno per tentare di salvaguardare le coltivazioni da un nuovo clima sempre più imprevedibile.

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